Con determina della
Ragioneria Generale dello Stato n°129 del 25/07/2025 sono stati resi disponibili i modelli di raccordo fra i
piani dei conti attualmente in uso alle Pubbliche Amministrazioni e il
piano dei conti unico previsto per tutti i soggetti rientranti nel perimetro della riforma 1.15 del PNRR per l’introduzione di una contabilità unica ACCRUAL. I modelli di raccordo hanno come scopo la produzione, in modalità semiautomatica, degli schemi di Stato Patrimoniale e Conto Economico conformi alla previsioni dello standard contabile ITAS1 a partire dai dati classificati secondo gli schemi di cui alle differenti normative attualmente vigenti. Sono stati altresì resi disponibili i criteri e le specifiche tecniche relative alle
modalità di trasmissione telematica dei predetti schemi di bilancio. Il provvedimento si compone dei modelli di raccordo suddivisi per natura del piano dei conti adottato a normativa vigente.
Piano dei conti unico e Accrual: scopo e dei modelli di raccordo
Il piano dei conti unico, ad interpretazione degli atti ad oggi emessi sarà, all’entrata a regime della nuova contabilità ACCRUAL, uno strumento indipendente e sostitutivo dei piani dei conti attualmente vigenti. I modelli di raccordo emessi con il provvedimento in trattazione hanno pertanto natura transitoria e hanno lo scopo di rendere effettiva la fase di sperimentazione, consentendo il rispetto di quanto previsto dal comma 6 del articolo 10 del DL 113/2024 che prevede che “le amministrazioni di cui al comma 3 predispongono, per le finalità indicate nel medesimo comma, gli schemi di bilancio relativi all'esercizio 2025, in osservanza dei principi e delle regole del sistema contabile economico-patrimoniale unico di cui alla milestone M1C1-108 della riforma 1.15 del PNRR, adottati con determina del Ragioniere generale dello Stato n. 176775 del 27 giugno 2024. Gli schemi di bilancio includono almeno il conto economico di esercizio e lo stato patrimoniale a fine anno”. Si tratta quindi di uno strumento che:
- affianca i sistemi contabili vigenti che consente la riclassificazione e la determinazione degli schemi di conto economico e stato patrimoniale di cui alla riforma 1.15 del PNRR con i soli valori determinati a consuntivo.
- ha valenza sperimentale e non sostituisce gli schemi di bilancio e di rendiconto prodotti in attuazione di normative vigenti;
- favorisce la familiarizzazione di tutti gli operatori coinvolti con le nuove classificazioni del piano dei conti unico che a regime diventeranno gli unici schemi previsti per tutti i soggetti rientranti nel perimetro della pubblica amministrazione;
- consente di valutare gli adeguamenti dell’assetto organizzativo, gestionale ed informatico che si renderanno necessari per l’applicazione della nuova contabilità ACCRUAL nel piano dei conti unico;
I diversi modelli di raccordo per il Piano dei Conti Unico delle pubbliche amministrazioni
I modelli di raccordo consentono la riclassificazione dei dati contabili di ciascuna amministrazione secondo le voci del Piano dei conti unico e l’applicazione delle rettifiche e integrazioni necessarie al recepimento dei principi e delle regole del sistema contabile economico-patrimoniale unico di cui alla riforma 1.15 del PNRR. I modelli hanno il formato di una cartella MS-Excel, composta di vari fogli di lavoro, contenenti relazioni e collegamenti automatici, pensati per semplificare il processo di compilazione e riclassificazione, garantendo trasparenza; sono resi disponibili in diverse versioni, che condividono la stessa impostazione e logica elaborativa, ciascuna delle quali destinata ad un sottoinsieme di amministrazioni pubbliche, identificato in funzione del piano dei conti adottato a normativa vigente. In particolare:
Modello 1
Modello di raccordo per le amministrazioni centrali incluse nel bilancio dello Stato e le altre amministrazioni centrali autonome che adottano il piano dei conti per la contabilità economico-patrimoniale di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 27 dicembre 2022
Le amministrazioni centrali che rientrano nel bilancio dello Stato italiano sono principalmente i Ministeri e altri enti pubblici strumentali o funzionali allo Stato. Il concetto di bilancio dello Stato e la sua struttura sono definiti dalla legge 196/2009 e successive modifiche.
Ecco una panoramica generale:
- Ministeri: Tutti i Ministeri, come il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero dell'Interno, il Ministero della Salute, il Ministero della Giustizia, ecc., sono le principali amministrazioni centrali e i loro bilanci di previsione e consuntivi sono parte integrante del bilancio dello Stato.
- Altri enti pubblici: Oltre ai Ministeri, rientrano nel bilancio dello Stato una serie di enti e agenzie che svolgono funzioni specifiche. L'elenco può variare e viene periodicamente aggiornato. Ne sono esempi:
- Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ecc.)
- Autorità amministrative indipendenti (come l'ANAC, l'AGCM, ecc.)
- Alcuni enti di ricerca (come l'ISTAT, l'INGV, ecc.)
Il bilancio dello Stato è strutturato per "Missioni" e "Programmi", che riflettono le finalità di spesa e le attività delle diverse amministrazioni. Ogni Ministero ha la responsabilità di uno o più programmi.
È importante notare che la Riforma dei sistemi contabili pubblici, avviata con la legge 196/2009, ha lo scopo di armonizzare i sistemi contabili di tutte le pubbliche amministrazioni, non solo di quelle direttamente incluse nel bilancio dello Stato, per avere una visione più completa e trasparente della finanza pubblica.
Modello 2/A e 2/B
Modelli di raccordo per le regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali, e i loro enti strumentali in contabilità finanziaria che adottano il piano dei conti economico e il piano dei conti patrimoniale di cui agli allegati 6/2 e 6/3 al decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118.
Le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, le città metropolitane, le province e i comuni utilizzano il Modello di raccordo n. 2/a.
Le Comunità montane, le Comunità isolane, le Unioni di comuni, i Consorzi tra enti locali (se non adottano un sistema contabile civilistico) le Istituzioni e aziende speciali degli enti locali (in contabilità finanziaria.) utilizzano il modello di raccordo 2/b.
Modello 3
Modello di raccordo per le amministrazioni pubbliche non territoriali in contabilità finanziaria che utilizzano il piano dei conti economico e il piano dei conti patrimoniale di cui agli allegati 1.2 e 1.3 al decreto del Presidente della Repubblica del 4 ottobre 2013, n. 132
Gruppo di amministrazioni pubbliche in questione include enti pubblici non economici, enti e istituzioni di ricerca, agenzie e altri enti non territoriali che non adottano un regime di contabilità civilistica.
Modello 4
Modello di raccordo per gli enti e le aziende del servizio sanitario nazionale che adottano i modelli di rilevazione di Conto Economico e Stato Patrimoniale di cui all’articolo 19, comma 2, lettere b), c) e d) del decreto legislativo del 23 giugno 2011, n. 118 definiti, da ultimo, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 24
In base al Decreto Legislativo n. 118 del 23 giugno 2011, che disciplina l'armonizzazione dei sistemi contabili per le Regioni e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), e al successivo Decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, del 24 maggio 2019, i modelli di Conto Economico e Stato Patrimoniale sono adottati da tutti gli enti del Servizio Sanitario Nazionale.
In particolare, il D.Lgs. 118/2011, all'articolo 19, comma 2, definisce in modo dettagliato le seguenti categorie di enti sanitari che devono attenersi a questa normativa:
- lettera a): La gestione sanitaria accentrata, ovvero il sistema di contabilità che la Regione o la Provincia autonoma utilizza per gestire il finanziamento sanitario regionale.
- lettera b): Le aziende del Servizio Sanitario Nazionale, comprese le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e le Aziende Ospedaliere.
- lettera c): Gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto pubblico.
- lettera d): Le aziende ospedaliero-universitarie.
Il decreto del 24 maggio 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2019, ha aggiornato i modelli di rilevazione economica (Conto Economico, Stato Patrimoniale, costi dei Livelli Essenziali di Assistenza e Conto del Presidio) per tutti gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Non stila un elenco esaustivo delle singole aziende o enti, ma stabilisce che tutti gli enti appartenenti alle categorie definite nel D.Lgs. 118/2011 sono tenuti a rispettare i nuovi modelli di bilancio.
Modello 5
Modello di raccordo utilizzabile dalle amministrazioni, diverse da quelle indicate ai punti precedenti, che adottano un proprio piano dei conti; a differenza dei Modelli rappresentati ai punti precedenti, dove i raccordi tra i piani dei conti vigenti e il Piano dei conti unico amministrazioni pubbliche sono forniti, già preimpostati, nel primo dei sei fogli di lavoro, in questo caso le amministrazioni provvedono in autonomia a inserire le voci dei propri piani dei conti e a indicare i raccordi con le voci del Piano dei conti unico. Le stesse amministrazioni, in ogni caso, possono avvalersi dei criteri di raccordo adottati nei Modelli da 1 a 4, per quanto compatibili ed applicabili in relazione al proprio piano dei conti.
Piano dei conti unico: il contenuto dei modelli di raccordo
Ciascun modello di raccordo è composto da 5 differenti fogli Excel la cui compilazione, a partire dai dati raggruppati secondo le categorie di cui alla vigente normativa (Foglio 1) e l’inserimento di eventuali rettifiche da ricondursi all’applicazione degli ITAS (Foglio 2), produrrà in automatico lo Schema di Stato Patrimoniale e di Conto Economico di cui all’ITAS1 1.15 del PNRR.
Per favorire uniformità di compilazione e semplicità di gestione ciascun foglio contiene formule e relazioni preimpostate e prevedono da parte dell’operatore la compilazione dei soli saldi di gestione, al 31.12.2025, delle voci del piano dei conti vigenti e l’inserimento di eventuali rettifiche derivanti dalla riclassificazione/rivalutazione dei cespiti o delle voci di conto economico a seguito dell’applicazione dei nuovi principi contabili di cui agli ITAS della riforma.
Una volta compilati i dati, i nuovi schemi di Stato Patrimoniale e Conto Economico AII1 ITAS1 e AII2 ITAS2 vengono prodotti automaticamente dal foglio di calcolo.
Lo stato di avanzamento della riforma del piano dei conti
Con l’emanazione del provvedimento in trattazione si completa un altro tassello del percorso di adozione di un sistema unico di contabilità economico patrimoniale (Accrual) nelle pubbliche amministrazioni italiane.
Attualmente la riforma si trova nella terza fase (2024-2026) in cui si dovranno completare nel primo trimestre del 2026 le attività di prima formazione rivolta agli esperti contabili destinatarie della riforma, previsto dal target M1C1-117 (da conseguire entro il primo trimestre 2026) e alla realizzazione della fase pilota inclusa fra gli interventi della milestone M1C1-118 (da conseguire entro il secondo trimestre 2026), che prevede una prima predisposizione degli schemi di bilancio di ITAS1 (Stato Patrimoniale e Conto Economico), con finalità puramente sperimentali, da parte di un numero di amministrazioni pubbliche che coprano almeno il 90 per cento della spesa primaria del settore pubblico.
La quarta ed ultima fase (dal 2026) prenderà avvio con l’adozione di un atto legislativo, previsto dalla milestone M1C1-118 della riforma 1.15 del PNRR, che disciplinerà l’introduzione graduale del nuovo sistema contabile accrual, a partire dai diversi sistemi contabili attualmente vigenti, fino allo loro sostituzione per la parte relativa alla rendicontazione.
Le azioni durante la fase pilota
Oltre agli aspetti organizzativi le “Linee guide per i Modelli di raccordo fra i piani dei conti vigenti e il Piano dei conti unico” individuano come interventi da avviarsi, ricompresi a pieno nella fase sperimentazione:
- una ricognizione degli inventari e, in generale, del proprio patrimonio, in coerenza con i nuovi criteri e principi contabili, anche in vista della futura predisposizione dello Stato Patrimoniale di apertura;
- una analisi dei processi amministrativi e contabili, per valutare gli interventi di adeguamento, anche sotto il profilo informatico, necessari all’applicazione del nuovo sistema contabile unico
Libram BU patrimonio affianca gli Enti locali nella redazione degli inventari e nella stesura di piani specifici personalizzati per l’adeguamento delle scritture vigenti alle classificazioni e agli estimi previsti da ACCRUAL.
La fase che partirà dal 2026 prevederà un’adozione graduale della riforma consentendo una corretta pianificazione di attività lunge e complesse come quella di un nuovo e completo censimento delle proprietà.
Per gli adempimenti necessari per il 2025 si provvederà alla riclassificazione dei beni e, laddove necessario e fattibile, ad una nuova valutazione dei medesimi per dare inizio al processo di nuova gestione patrimoniale prevista per l’entrata in piena funzione della nuova contabilità.
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